howlingwolf
Quid Tum?
di Slowfinger
Thursday May 2006 
08:18 pm - Numero uno
Dice: perché devo a Pino Scaccia questo post d'esordio? Perché è stato quel crocevia di opinioni, sensazioni e ragioni che probabilmente è ancora la sua Torre di Babele a introdurmi, malgrado egli ne avrebbe fatto ampiamente a meno, a questo universo parallelo, virtuale e un po' sfigato ma sicuramente prezioso che è la blogosfera, termine tanto raccapricciante quanto ormai espressivo. Perché rimanda a una realtà ineludibile per chiunque nel nostro tempo abbia l'inquietudine dolente e prevalentemente scomoda della curiosità, sia pure con le pastoie cognitive e i non sempre colpevoli limiti intellettuali (non necessariamente intellettivi) di una generazione cresciuta a copincolla e di un mezzo che promette di esprimerne il pensiero on line in cinque-minuti-cinque, garantendo un'attenzione spesso discutibile. Più che altro, garantendo di esprimerne il pensiero. Come se la cosa si riducesse a capienza di server, larghezza di banda e logica di reti.

Ma questa valvola di sfogo globale che sono i blog, ovviamente globalmente di nicchia, non può che arricchire la società aumentando la circolazione delle idee attraverso canali di scambio potenzialmente devastanti e dunque utili se impiegati secondo buon senso, nonostante l'inevitabile sovraccarico di informazioni che produce. E nonostante la soggettività del buon senso stesso. Insomma è stato Blogfriends, detto anche Blogtovarich, para-blog scaccesco collettivo, molto più para- che altro, a rafforzare la consuetudine di questi luoghi. Così, dopo un congedo del tutto volontario da una tribuna di voci diverse a cui si era smesso di riconoscere la stessa facoltà di espressione in nome di un senso del rispetto altrui inteso a corrente alternata, di una personalissima concezione della salvaguardia della pluralità di vedute anche politiche e di una pretesa di obiettività spesso impropriamente mutuata da doti e meriti professionali comunque indiscutibili, mi ritrovo ancora a misurarmi, tra il serio e il faceto, con l'interrogativo di albertiana memoria che da sempre mi attanaglia:

 QVID TVM?

Peccato: da quelle parti non è più possibile. Così lo faccio in questo spazio personale, fingendo la maturità necessaria.

La sana Italia moderata, cattolica e non bigotta potrà dormire sogni tranquilli finché resisteranno due nostrane categorie antropologiche molto pittoresche, probabilmente meritevoli di  attenzione conservativa in quanto componenti della biodiversità destinate a precoce estinzione:

- gli pseudomaoisti e leninisti di principio illusi che basti un generico ateismo comunicativo per camuffare uno stile di vita snobbisticamente oscillante tra il più ipocrita capitalismo imprenditoriale e il peggior consumismo ipertecnofilo intriso di giovanilismo filostatunitense. Inteso, quest'ultimo, rigorosamente a corrente alternata, giusto per beneficiare della manciata di benessere e modernità che ne deriva e demonizzare tutto il resto

- i peggiori "progressisti" (dichiarati) e radical-chic (per lo più inconsapevoli) che si riconoscono in una "Sinistra Moderna" imperniata su un riformismo laico e neopositivista che si gingilla con gli orizzonti più datati di un tardo determinismo d'accatto indifferente a qualunque astrazione del pensiero, quindi alle distinzioni più elementari tra etica e storia, tra coscienza e identità.

Comune a entrambi, invece, l'oscillazione tra uno statalismo solidaristico di puro principio e, soprattutto, una carriera opportunisticamente spesa in ruoli dirigenziali, ovviamente nel privato, come "brillanti manager" magari per una delle multinazionali che tanto criticano sotto mentite spoglie dalle pagine di un blog rosso come il sangue quasi invocato sulle piazze all'apparire di chiunque non la pensi come loro. Mentre suonano la grancassa della tolleranza, alla ricerca di cose di sinistra e con tanto di rock in sottofondo.
Ultimo aggiornamento: Nov 16th 2009, 1:48 am GMT.